Superbonus: le nuove regole.

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Superbonus: le nuove regole.

 

Superbonus: la legge di Bilancio 2023 ha deciso di prorogare il Superbonus anche per tutto il 2023 riducendo l’agevolazione al 90%.

La misura di incentivazione Superbonus 90%  era, fino all’anno scorso, pari al 110% ed era stata introdotta dal D.L. “Rilancio” 19 maggio 2020, n. 34, con l’obiettivo di incentivare i lavori di efficientamento energetico.

Come previsto per il precedente Superbonus, anche questo incentivo consiste in una detrazione – pari appunto al 90% – di tutte le spese sostenute dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023 da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali e, per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, in quattro quote annuali di pari importo. Il bonus scenderà al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.

#facciamoilpunto

 

Superbonus 90%. Ecco cosa c’è da sapere.
Come si accede al SuperBonus 90%?
Quali sono le nuove regole di cessione e pagamento del Superbonus?
Cessione del credito: cosa è cambiato?

 

 

Superbonus 90%. Ecco cosa c’è da sapere.

 

Condomini e Superbonus.

La nuova legge di Bilancio prevede che l’agevolazione resti nella misura del 110% solo nei condomini in cui la CILAS – Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata Superbonus sia stata presentata entro e non oltre il 25 novembre del 2022 , con preventiva approvazione dell’assemblea. Nel caso in cui sia stata presentata successivamente al 25 novembre 2022 il limite è comunque il 31 dicembre 2022.

Viene richiesta la firma notarile dell’amministratore che certifichi la data della CILAS al fine di evitare finte certificazioni.

Ville e unità abitative singole e Superbonus.

L’incentivo rimane al 110% per gli edifici plurifamiliari e per i condomini nel caso in cui la CILAS – Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata Superbonus – sia stata presentata entro il 25 novembre del 2022. Per le unità abitative indipendenti e per le ville, l’agevolazione fiscale ancora nella misura del 110% si potrà avere entro il 31 marzo dell’anno in corso nel caso in cui al 30 settembre 2022 le percentuali dei lavori completati fosse almeno del 30%. L’agevolazione fiscale, secondo la nuova percentuale e quindi al 90%, è ottenibile se i lavori hanno avuto inizio dopo il 30 settembre 2022 e si tratta di un’abitazione singola che sia una prima casa e dove il reddito complessivo non vada a superare i 15mila euro all’anno se l’abitazione è abitata da una sola persona. In caso siano due le persone ad abitarci, il limite del reddito sale a 30mila euro, mentre con 3 o più persone abitanti si sale ulteriormente a 37.500 lordi.

Abitazioni in zone sismiche e Superbonus.

Nel caso in cui le unità abitative richiedenti l’agevolazione si trovino in una zona sismica che ha subito danni da dopo il 2009 il Superbonus rimane nella misura del 110%, non solo per l’anno in corso ma fino al 2025.

Superbonus e Case popolari: cosa prevede la normativa?

Per tutto il 2023 il Superbonus sarà pari al 110% per gli edifici dall’Istituto Autonomo Case Popolari (Iacp) ma soltanto nel caso in cui al 30 giugno 2022 la percentuale dei lavori completati era del 60%.

Altro requisito necessario per poter usufruire della piena agevolazione fiscale pari al 110% si potrà avere nel caso in cui si tratti di lavori di demolizioni e conseguente ricostruzione per i quali è obbligatorio richiedere autorizzazione edilizia e non è invece prevista la CILAS.

 

Come si accede al SuperBonus90%?

Le regole che permettono di usufruire dell’agevolazione fiscale sono le stesse previste per il precedente Superbonus.
Per poter godere di questa possibilità è necessario effettuare almeno un intervento detto “trainante”. Gli interventi trainanti sono:
– isolamento termico dell’involucro dell’edificio (sia unifamiliari che plurifamiliari)
– la sostituzione degli impianti termici con impianti centralizzati
– la sostituzione degli impianti termici in edifici unifamiliari che si trovano all’interno di edifici plurifamiliari e che siano da essi dipendenti dai punti di vista funzionale e che abbiamo uno o più accessi autonomi dall’esterno.

Eseguito almeno uno degli interventi trainanti il beneficiario può decidere di procedere con altri lavori detti “trainati” che sono:
– l’installazione di impianti fotovoltaici
– la sostituzione degli infissi
– l’installazione di sistemi di accumulo
– l’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici
– l’eliminazione delle barriere architettoniche per portatori di handicap e persone over 65

Come precedentemente previsto, l’insieme degli interventi trainanti e trainati deve portare l’edificio ad avere un miglioramento di almeno due classi energetiche.  
Il passaggio di classe va dimostrato con l’attestato di prestazione energetica (A.P.E.), ante e post-intervento, rilasciato da un tecnico abilitato, questo documento ha una validità temporale di 10 anni.

 

superbonus 90 e 110
come funziona il nuovo superbonus 90%

 

Quali sono le nuove regole di cessione e pagamento del Superbonus?

Come previsto con la precedente normativa, tre sono le possibili vie di cessione del credito.

 

SCONTO IN FATTURA

Con lo SCONTO IN FATTURA l’impresa che si occuperà di realizzare i lavori anticiperà la spesa detraibile ed i condomini pagheranno la parte eccedente. A sua volta l’impresa incaricata potrà decidere se cedere o meno il credito alle banche o a intermediari. Questa opzione è difficilmente percorribile perché vuol dire per l’impresa anticipare importi davvero importanti e questo è possibile solo per grossissime imprese estremamente strutturate. Svolgono questo servizio i GENERAL CONTRACTOR che in qualità di “contraente generale” andranno a fatturare la totalità degli interventi oggetto dell’agevolazione (inclusi quelli relativi ai servizi professionali necessari per lo svolgimento dei lavori e di tutte le pratiche fiscali e amministrativIl committente/condominio riceverà dal GENERAL CONTRACTOR lo sconto in fattura e sarà poi il GC ad usufruire della cessione del credito.

CESSIONE DEL CREDITO

Nel caso della CESSIONE DEL CREDITO il condominio/contribuente che gode del bonus fiscale avrà diritto ad un credito d’imposta del valore pari alla % del bonus. Nel caso del Superbonus 90% avrà quindi diritto ad un credito d’imposta pare al 90% delle spese sostenute. Il contribuente potrà quindi scegliere di cedere questo credito a soggetti terzi (come le Banche) ricevendo in cambio liquidità per pagare l’impresa che effettuerà i lavori. La Banca andrà dunque a ritirare il credito e a finanziare l’opera ad un tesso di interesse determinato. Come anticipato la parte economica restante dei lavori dovrà essere pagata direttamente dal contribuente all’impresa.

RECUPERO IN 5 ANNI

Possibilità poco praticata, ma esistente ,è anche quella in cui il condominio/contribuente può scegliere di pagare tutte le opere personalmente e recuperare direttamente il credito in 5 anni.

 

Considerando l’attuale situazione ci preme dire che nel caso si opti per la cessione del credito e sconto in fattura,
che sono le opzioni sicuramente più conveniente, queste non sono più certe come per l’anno scorso.

Nonostante le nuove regole del decreto Aiuti quater rendano più semplici le operazioni purtroppo il mercato dei soggetti intermediari è attualmente bloccato.
Auspichiamo e speriamo in un blocco nei prossimi mesi.

 

 

Cessione del credito: cosa è cambiato?

Si passa da un numero massimo di cessioni a massimo 5 per il nuovo Superbonus.

Un aspetto molto importante del Decreto Aiuto Quater è la regolamentazione della cessione del credito e quindi come è possibile trasferire la detrazione (90% o 110&) a imprese, enti o banche. Con il nuovo decreto è stato infatti deciso che il massimo numero di cessioni possibili da parte dei soggetti riconosciuti come qualificati è di 5 (nel precedente decreto era illimitato).

La prima delle cessioni potrà essere libera, le successive 3 (non due come precedentemente normato) potrà avvenire verso banche, società di gruppi bancari o intermediari. L’ultima potrà avvenire per trasferimento da una banca a correntista a partita iva.

La nuova legge prevede anche che la Sace è autorizzata a concedere garanzie a favore di banche, istituti finanziari o altri soggetti ritenuti qualificati per la cessione del credito.

 

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