ANIMALI DOMESTICI IN CONDOMINIO.  

Spesso la convivenza fra condomini è messa alla prova anche dalla presenza di animali domestici in condominio.
Rumori molesti, sporco, cattivi odori possono infastidire i non proprietari degli amici a 4 zampe (e non solo).
Può il condominio vietare la presenza di animali? La risposta è no. Lo dice la legge.

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Animali domestici in condominio: cosa dice la legge.

 

La Legge 220/120 regola la presenza di animali domestici in condominio ed afferma che nessuno può vietarne il possesso. I nostri amici a 4 zampe sono infatti considerati come facenti parte del nucleo familiare e quindi non ne può essere vietata la presenza all’interno del condominio, ivi compreso l’uso degli spazi comuni quali scale e ascensori.

Solo un regolamento approvato all’unanimità, sia in sede di assemblea sia al momento della stipula degli atti di acquisto delle singole unità abitative, può impedire la detenzione di animali in casa.

Può esserne invece vietato il possesso in una singola unità abitativa quando questa è in affitto e se la clausola è inserita legalmente nel contratto. Il contratto d’affitto deve essere stato regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate.

Il divieto varrà ovviamente solo per l’inquilino e non per il resto dei condomini.

Animali domestici in condominio. Le regole da seguire

 

La legge categorizza di animali domestici che possono essere tenuti in casa. Questi, oltre a cani e gatti, uccelli, pesci e conigli sono: pappagalli, gechi, tartarughe di terra, merlo indiano, cavia peruviana, furetto, chinchilla, iguana, drago barbuto, serpenti (tranne quelli vietati dal decreto) e il riccio africano.
La legge vieta il possesso in casa di alcuni animali
, soprattutto quelli esotici perché rari o in via di estinzione oppure perché pericolosi. Ad esempio è vietato tenere in casa animali selvatici, come lupi, orsi, marmotte, castori, volpi, cerbiatti e cinghiali, perché classificati come animali selvatici la cui cattura, vendita e detenzioni sono illegali.

Se non c’è nessun divieto quindi per la detenzione degli animali permessi, ci sono ovviamente diverse regole da seguire per una convivenza corretta e sicura. Vediamo insieme quali sono:

gli animali non possono circolare liberamente all’interno degli spazi comuni come pianerottoli o scale.
i cani devono essere tenuti da un guinzaglio, soprattutto in presenza di bambini, anziani o persone che potrebbero averne paura.
– se cane risulta essere particolarmente aggressivo è obbligatorio l’uso della museruola, obbligo riservato soprattutto per le razze considerate pericolose.
– se l’animale dovesse sporcare le aree comuni quali androne o giardino condominiale è compito del proprietario pulire
– i padroni degli animali sono responsabili del comportamento dei loro
animali e di eventuali danni alle cose.
il padrone risponde ovviamente anche nel caso di lesioni a persone o ad altri animali sia economicamente che penalmente.

 

Animali domestici in condominio e rumori molesti.

 

Oltre alle regole sopra descritte, che riassumono un comportamento civile e necessario per una serena convivenza, i proprietari devono anche garantire che i loro animali domestici non disturbino la quiete dei condòmini.
Per esempio, secondo l’articolo 659 del Codice Penale è diritto esistenziale del cane abbaiare ma si specifica anche che a tutela del diritto di riposo delle persone la libertà finisce dove inizia quella degli altri. Quindi, l’abbaiare del cane non deve superare i limiti della tollerabilità in quanto diversamente diventa illecito. Ma come si determina l’intollerabilità del rumore? Eseguendo perizie e ascoltando più condomini e testimoni.

Animali domestici in condominio. Quando l’animale può essere allontanato.

 

Nessun condominio può quindi vietare la presenza di un animali domestico in condominio. Tuttavia è possibile che accadano situazioni che portino a richiedere l’allontanamento dello stesso. Vediamo in che casi:

  • Se il cane è lasciato troppo tempo solo in balcone potrebbero verificarsi odori sgradevoli e un latrare fastidioso. In questi casi i vicini possono richiedere l’allontanamento dell’animale ad un giudice.
  • Anche il solo lasciare per troppo tempo il cane da solo in condizioni non ottimali può essere considerato non idoneo per i bene dell’animale e il proprietario può essere denunciato per omessa custodia o addirittura per maltrattamento dell’animale.

Le situazioni sopra descritte devono essere verificate e documentate dall’Asl o da veterinari privati.

 

Il nostro studio invita tutti i condomini a rispettare le regole. La buona educazione e la civiltà sono alla base di una convivenza serena.

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